Scicli… la “Matera Siciliana” ancora tutta da scoprire

Scicli ha una popolazione di 27mila abitanti e dista 24 km da Ragusa. Il suo territorio comunale si estende dal mare al tavolato ibleo e i suoi paesaggi sono molto vari: dalla costa sabbiosa ai dolci pendii fino a giungere ai rilievi calcarei.

Il territorio è solcato da diversi corsi d’acqua di carattere torrentizio che nei millenni hanno scavato profonde gole che oggi caratterizzano il paesaggio.

Scicli è una monumentale città barocca che ha avuto l’onore, nel 2002, di essere insignita dal titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO per il suo magnifico centro storico, insieme agli altri sette comuni delle Città tardo barocche del Val di Noto.

La presenza umana nel territorio di Scicli risale, addirittura, al periodo compreso tra l’età del rame e quella del bronzo.

Tante le invasioni subite da questo territorio. Oltre ai resti greci, sono state trovate tracce che testimoniano la presenza dei cartaginesi, presenti nell’isola fino alla conquista romana avvenuta nel III secolo a.C.

Dopo la caduta dell’impero romano, Scicli passò ai bizantini e subì, come altre città dell’Isola, le incursioni dei Barbari. Sotto il dominio Arabo, Scicli conobbe un periodo di notevole sviluppo agricolo e commerciale.

Ma sarà solo con la dominazione Normanna e con quella Aragonese che Scicli farà il salto di qualità e diventerà la perla che conosciamo. I Normanni introdussero il sistema feudale già diffuso altrove, e Scicli ed altre città vicine furono considerate città demaniali. Invece, fu sotto la dominazione aragonese che si formò la contea di Modica e Scicli ne venne a far parte, sino al 1860 in cui fu annessa al Piemonte

Scicli, con un passaggio graduale dal colle alla parte piana del territorio, assunse la sua forma e le sue caratteristiche tra il XIV ed il XVI secolo. Infatti, il tremendo terremoto del 1693 causò 3000 morti e la distruzione di gran parte della città e da quelle macerie, pertanto, Scicli fu ricostruita in chiave barocca e divenne la bellissima città che conosciamo.

Scicli, come già detto in precedenza, è  Patrimonio dell’Umanità nella lista dell’UNESCO e tra i suoi principali monumenti si ricordano:

  • Palazzo Beneventano, Palazzo Fava, Palazzo Spadaro, Palazzo di Città (Municipio);
  • Chiesa di San Matteo, Chiesa di San Guglielmo (ex Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola), Chiesa di San Giovanni Evangelista, Chiesa di San Giuseppe, Chiesa di Santa Teresa, Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Chiesa di San Michele, Chiesa di Maria Santissima della Consolazione, Chiesa di Santa Maria La Nova, Convento dei Cappuccini, Complesso della Croce, Convento di Sant’Antonino, Convento del Rosario, Complesso del Carmine;
  • Piazza Itali, Piazza Busacca, Via Francesco Mormino Penna, Piazza Municipio, Villa Penna, Sito della Grotta Maggiore e la Necropoli in contrada Ronna Fridda.

Particolarmente interessane e, ancora tutta da valorizzare, è la zona di Chiafura una vasta area di interesse storico e archeologico situata nelle immediate adiacenze del centro urbano di Scicli, già sede della città vecchia.

Si tratta di un consistente insediamento rupestre di periodo bizantino e medievale adibito nei millenni sia a scopi abitativi che funerari, del tutto paragonabile per dimensioni e densità al più noto sito di Pantalica o al complesso dei Sassi di Matera. Pier Paolo Pasolini descrisse Chiafura come una dantesca montagna del Purgatorio.

Quindi, in definitiva, vi diamo il consiglio di visitare Scicli perché è una esperienza incredibile che mette, di fronte al turista, così tanti luoghi di interesse che lo porteranno a considerare questa avventura non un semplice viaggio, ma qualcosa di più!