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Cefalù, la gemma del Tirreno

Percorrendo la Statale 113 si vede un promontorio incastonato tra il Tirreno e le Madonie e, da subito, si sente un’attrazione profonda verso quel luogo.

Questa condizione è stata provata da tutti i popoli che nella storia sono arrivati in Sicilia. Tale luogo è stato chiamato con nomi diversi: Ras Melkart i Fenici, Κεφαλοίδιον i Greci, Cephaloedium i Romani, Gafludi gli Arabi. Sì, ormai l’avete capito, il luogo fantastico di cui stiamo parlando è Cefalù…. la gemma del Tirreno!

Cefalù conta quasi 15mila abitanti e fa parte della città metropolitana di Palermo. Dista dal capoluogo circa 70 km ed è uno dei siti turistici più attrattivi della regione siciliana. Fa parte del ‘Parco delle Madonie’ e il famosissimo Duomo è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco all’interno del sito ‘Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale’.

La storia di Cefalù è antichissima, a partire dagli insediamenti preistorici e continuando dai Fenici che batterono l’intera costa. Nel IV secolo a.C. i Greci diedero al primissimo centro abitato il nome di Kefaloidion dal greco kefa, ovvero “capo”, riferito probabilmente al suo promontorio. Nel 307 a.C. venne conquistata dai Siracusani e nel 254 a.C. dai Romani, che le diedero il nome latino di Cephaloedium. Sotto il dominio bizantino, l’abitato si trasferì dalla pianura sulla rocca e tutt’oggi restano tracce di fortificazioni, chiese, caserme e altro. Nell’858, dopo un lungo assedio, venne conquistata dagli Arabi che le diedero il nome di Gafludi e fece parte dell’emirato di Palermo.

Nel 1063 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I e nel 1131, grazie a Ruggero II, fu rioccupato l’antico abitato sulla costa. Questo fu un periodo di grande splendore per Cefalù. Tanti monumenti di pregio costruiti in quegli anni come l’Osterio Magno sul corso Ruggero e la Basilica Cattedrale (Duomo).

Proprio soffermandoci su quest’ultimo monumento possiamo ricordare che, secondo la leggenda, il Duomo di Cefalù sarebbe sorto in seguito al voto fatto da Ruggero II scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra, piuttosto, di natura politico-militare, dato il carattere di fortezza della struttura.
Altro luogo bellissimo da visitare a Cefalù è il Museo Mandralisca che, oltre ad esibire dipinti quattrocenteschi e altri reperti archeologici, conserva l’opera che ha contribuito a rendere famosa la città: il celeberrimo ‘Ritratto d’ignoto marinaio’, il dipinto di Antonello da Messina.

Visitate Cefalù …. sarà un’esperienza che ricorderete a lungo nella vostra vita !!!

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