Etna …. il nostro vulcano!

L’Etna, conosciuto anche col nome di Mongibello, è un maestoso vulcano (il più alto d’Europa) con oltre 3.300 metri di altezza e 40 km di diametro sito, totalmente, nel territorio catanese.

E’ chiamato con diversi nomignoli come, ad esempio, “Sua Maestà” o “A Muntagna”.

Con la prima denominazione, ci si riferisce alla sua evidente grandezza e magnificenza mentre, nel secondo caso, ci si rivolge al vulcano in modo affettuoso perché, nonostante eruzioni e terremoti, rappresenta comunque l’emblema di un territorio in tutti i suoi aspetti.

L’Etna è talmente importante da un punto di vista geografico, naturalistico e antropologico che l’UNESCO lo ha proclamato Patrimonio dell’Umanità.

Attorno all’Etna non c’è disperazione! ‘A Muntagna’ sbuffa, erutta, fa tremare il terreno e tiene la popolazione limitrofa in costante pensiero ma, allo stesso tempo, riesce pure a conferire così tanti doni che non molti territori possono vantare.

Coltivazioni uniche grazie al terreno lavico, ricco di boschi e di territori ‘lunari’, vette innevate che, nelle stagioni fredde, possono addirittura garantire la presenza di due stazioni sciistiche. Ma, soprattutto, non difetta di personalità: dalle coste calabresi ai Nebrodi, da Taormina sino al siracusano, volgendo lo sguardo nella direzione giusta non può mancare la sua sagoma… non sarebbe più la Sicilia!

Sappiamo pure bene, però, che l’Etna è un vulcano attivo che alterna periodi di calma ad una intensa attività, a volte, irrefrenabile. Spesso è sovrastato da un pennacchio di fumo e, in periodi abbastanza ravvicinati, entra nella fase di eruzione cominciando col degassamento e con la successiva emissione di lava.

In genere, però, le eruzioni dell’Etna pur fortemente distruttive delle cose, non lo sono per le persone se si eccettuano gli eventi di Bronte del 1843 o, nel caso del 1979, quando un’improvvisa pioggia di massi uccise nove turisti avventuratisi fino al cratere ritenuto spento.

Se, però, pensiamo ai danni fatti alle cose e alla paura innescata nella popolazione, l’Etna non è secondo a nessuno: l’evento più lungo si ebbe nel luglio del 1614, quando l’eruzione durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante settentrionale.

Nel 1669, invece, avvenne l’eruzione più conosciuta che raggiunse e superò la città di Catania, ne distrusse la parte esterna fino alle mura circondando il Castello Ursino. Questo tremendo evento fu annunciato da un fortissimo boato e da un terremoto che rase al suolo Nicolosi e danneggiò profondamente Trecastagni, Pedara, Mascalucia e Gravina.

Nel XX secolo, si ricordano parecchie eruzioni come nel 1928, 1971, 1981, 1983 ma, quella peggiore, cominciò il 14 dicembre del 1991 ed ebbe la durata di 473 giorni.

Di recente, l’Etna ha ripreso la sua complessa attività che ha generato un terremoto molto forte con epicentro a Zafferana Etnea e la conta dei danni è stata ingente ma, fortunatamente, senza vittime. 

Tutti noi siciliani, però, possiamo fare ben poco contro questo maestoso vulcano perché che ci piaccia o meno l’Etna è da sempre, e lo continua ad essere ancora oggi, uno spaventoso amico della Sicilia con cui convivere!