Piana degli Albanesi, uno scorcio di Balcani nel cuore della Sicilia

piana degli albanesi

Piana degli Albanesi è un altro luogo speciale della nostra bellissima terra, fa parte della Città Metropolitana di Palermo e conta oltre 6mila abitanti. Fino al 1941 era chiamata Piana dei Greci per il fatto che gli abitanti professano il credo greco-bizantino, è sita sul versante orientale del Monte Pizzuta, vicino all’omonimo lago e dista da Palermo solo 24 chilometri. È il centro più importante degli albanesi di Sicilia, il più grande stanziamento arbëreshë e la più popolosa comunità albanese d’Italia.

L’origine di Piana degli Albanesi risale al XV secolo quando un notevole gruppo di esuli provenienti dall’Albania cercarono rifugio in Italia a causa della disfatta dell’Impero Bizantino e dell’imminente invasione turca che minacciava la cristianità nei Balcani. Arrivati in Sicilia, cercarono il luogo più opportuno per insediarsi e dopo alcuni anni di ricerca si fermarono negli ampi territori dell’Arcivescovato di Monreale. Successivamente venne chiesto di potersi stanziare nell’entroterra montuoso, presso la pianura della Fusha che ritenevano un ambiente riparato, fertile e ricco d’acqua. Questo luogo divenne punto di riferimento nei secoli per gli altri esuli albanesi facendo diventare il centro sempre più popolato. Successivamente, nel 19° secolo, si ricorda l’impegno della cittadina di Piana degli Albanesi nei moti risorgimentali e nel primissimo movimento dei Fasci Siciliani dei Lavoratori. Solo ai primi del Novecento, si riaccese l’attenzione alle proprie origini volendo diventare un punto di riferimento della cultura italo-albanese.

Il centro antico di Piana degli Albanesi è in tipico stile tardo medievale e rispecchia gli status sociali e le condizioni economiche dell’epoca. I due caratteri predominanti tra le varie opere sono il Barocco e il Bizantino che sono stati fusi con vera maestria.

Chi si reca a Piana degli Albanesi non può esimersi dal fare il tour delle tante chiese presenti in loco. La chiesa più antica del paese è quella di San Giorgio Megalomartire, del 1493, che è costituita da un’unica navata ed ospita l’affresco di San Giorgio. Ad ovest è chiusa da un’abside dove si trova un affresco del Cristo Pantocreatore. Continuando a parlare di chiese, dobbiamo necessariamente soffermarci sulla Cattedrale di San Demetrio Megalomartire di Tessalonica, una maestosa Cattedrale alla quale si accede tramite una scalinata in stile tardo barocco. La facciata è abbellita da diversi mosaici e all’interno ci sono tre navate. L’opera più antica è l’icona della Madre di Dio con il Cristo del 1500, dipinta con tempera all’uovo. Dopo l’imponente cattedrale è la volta della Chiesa urbana della Madonna dell’Odigitria che fu costruita nel XVII secolo. All’interno di questa chiesa si trova una grande statua della Madonna sorretta da due monaci, realizzata verso la fine del Seicento, in legno stuccato e dorato.

A Piana degli Albanesi sono presenti anche altre bellezze architettoniche all’infuori delle bellissime chiese. Troverete palazzi di notevole interesse come quello dell’Ospedale, dell’Albergo Ricovero per gli agricoltori, del Teatro, dei Mulini e di Palazzo Manzone. Inoltre, ricordiamo la Villa Comunale “Albania”, la Casa del Vicario Foraneo, la Sede Municipale, il Cineteatro.

L’arte di Piana degli Albanesi è anche espressa nelle meravigliose fontane, realizzate in pietra locale e distribuite per i vari quartieri del centro storico. Queste fontane hanno assolto, nel corso del tempo, anche la funzione sociale di ritrovo per gli abitanti dei diversi quartieri. Le fontane più importanti sono: Tre Kanojvet, in Piazza Grande, in stile seicentesco a forma di “tempio”, Fusha e Pontit in corso Umberto I, con lo stemma del paese in rilievo e Kroi me një gojë nei pressi della cattedrale.

Piana degli Albanesi è una bellezza tutta da vedere, una storia di integrazione ed accoglienza che ha prodotto una ‘nuova bellezza’ che solo la generosa Sicilia poteva costruire a memoria ed esempio per tutti i popoli della terra.

photo: https://www.instagram.com/sandro_verderosa/